Il RUNTS è lo strumento ufficiale gestito dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, a livello regionale, per garantire la piena trasparenza e la legalità degli enti registrati.
Per una Pro Loco, l’iscrizione al RUNTS rappresenta lo spartiacque per poter essere legalmente riconosciuta come APS (Associazione di Promozione Sociale), la specifica sezione del registro in cui le Pro Loco si collocano. Rimanere fuori dal RUNTS significa perdere la qualifica di Ente del Terzo Settore, venendo declassati ad associazione privata ordinaria (con la conseguente perdita di agevolazioni e tutele).
L’iscrizione e la permanenza nel registro non sono solo una formalità, ma sbloccano le reali capacità operative dell’associazione sul territorio:
Rapporti con la Pubblica Amministrazione: è il requisito obbligatorio per attivare accordi di co-programmazione e co-progettazione (Art. 55 e 56 del Codice del Terzo Settore) con Comuni ed enti locali per la gestione di eventi, uffici turistici o beni culturali.
Appartenenza alla rete nazionale: consente di formalizzare l’affiliazione alle reti associative nazionali (come l’UNPLI), usufruendo delle tutele, delle convenzioni (es. SIAE) e del supporto tecnico correlato.
Agevolazioni di settore: accesso a regimi fiscali di favore per le attività commerciali connesse e di raccolta fondi, oltre all’esenzione dall’imposta di bollo e di registro per molti atti.
Finanziamenti e bandi: possibilità esclusiva di accedere a contributi pubblici, bandi regionali, nazionali ed europei dedicati al Terzo Settore.
5×1000: diritto di accreditarsi per ricevere la quota del 5×1000 dalle dichiarazioni dei redditi dei cittadini.
Essere nel RUNTS richiede rigore gestionale. La piattaforma è interamente digitale e accessibile tramite SPID/CIE e Firma Digitale:
Deposito del Bilancio: ogni anno, entro il 30 giugno, vi è l’obbligo tassativo di depositare il bilancio d’esercizio sul portale, redatto secondo i modelli ministeriali specifici per il Terzo Settore.
Aggiornamento delle cariche e dei dati: qualsiasi variazione (rinnovo del Consiglio Direttivo, cambio del Presidente, modifiche statutarie o variazioni di sede) va comunicata e aggiornata sulla piattaforma entro i termini di legge.
Le Pro Loco sono, per loro natura e attività, delle APS (Associazioni di Promozione Sociale). Per poter utilizzare ufficialmente questa qualifica e godere di tutte le tutele di legge, l’iscrizione e il mantenimento della posizione all’interno del RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore) è un passo obbligatorio.
Senza l’iscrizione attiva a questo registro pubblico, una Pro Loco perde la qualifica di Ente del Terzo Settore (ETS) e viene declassata ad associazione privata ordinaria, perdendo gran parte delle agevolazioni.
Con l’ingresso nel Terzo Settore, la denominazione ufficiale dell’associazione cambia: ogni realtà diventa a tutti gli effetti una APS (Associazione di Promozione Sociale). Questo acronimo deve essere inserito in ogni documento ufficiale, atto, carta intestata e nella comunicazione istituzionale per certificare la piena regolarità dell’ente di fronte a terzi.
Essendo il RUNTS una banca dati pubblica, la trasparenza è totale. La regolarità della Pro Loco è visibile in tempo reale a chiunque (Comuni, partner, sponsor e cittadini). È possibile controllare lo stato dell’ente in qualsiasi momento collegandosi al portale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e inserendo il codice fiscale dell’associazione nella sezione di ricerca pubblica.
Per non rischiare la cancellazione dal registro e mantenere l’identità di APS, la gestione della piattaforma telematica richiede attenzione costante su tre fronti operativi:
Scadenze fisse: invio telematico del bilancio d’esercizio o del rendiconto economico entro il 30 giugno di ogni anno.
Pratiche di rinnovo: deposito dei verbali e aggiornamento dei dati sul portale ogni volta che cambia il legale rappresentante o si rinnova il Consiglio Direttivo.
Strumenti di accesso: verifica periodica della validità della firma digitale e dello SPID (o CIE) del Presidente, che rimangono gli unici strumenti abilitati per l’accesso e la firma degli atti sulla piattaforma ministeriale.
L’ingresso di una Pro Loco nel RUNTS non è un automatismo, ma il risultato di un percorso di adeguamento formale e burocratico. Questa transizione si articola principalmente attraverso due percorsi distinti, a seconda della situazione di partenza dell’associazione.
La Trasmigrazione (per le associazioni storiche): le Pro Loco già iscritte ai vecchi registri regionali delle APS hanno vissuto la procedura di “trasmigrazione”. I dati sono stati trasferiti d’ufficio dagli enti locali al portale nazionale, richiedendo poi ai direttivi il controllo della pratica e l’integrazione dei documenti mancanti.
La nuova iscrizione (per le nuove realtà o enti non registrati): le Pro Loco di recente costituzione o quelle che non facevano parte dei precedenti registri non usufruiscono del passaggio automatico. Devono presentare una vera e propria domanda di iscrizione ex novo direttamente sul portale ministeriale.
Il cuore di tutto il processo di passaggio è la conformità dello Statuto alle regole del Codice del Terzo Settore. Per superare i controlli degli uffici del RUNTS, lo statuto della Pro Loco deve contenere obbligatoriamente clausole specifiche:
Attività di interesse generale: definizione chiara e dettagliata delle finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale (es. valorizzazione del territorio, promozione turistica, tutela del patrimonio culturale).
Assenza di lucro: divieto assoluto di distribuzione, anche indiretta, di utili e avanzi di gestione tra i soci.
Devoluzione del patrimonio: l’obbligo tassativo di destinare i beni residui ad altri enti del Terzo Settore in caso di scioglimento dell’associazione.
Ordinamento democratico: regole trasparenti sulla disciplina del voto in assemblea e sui diritti di partecipazione di tutti gli associati.
Una volta presentata la domanda di iscrizione tramite il portale MyUnpli o direttamente sul portale del RUNTS, l’Ufficio Regionale del RUNTS avvia l’istruttoria tecnica. Se lo statuto e i requisiti soddisfano i parametri di legge, l’ufficio emana il provvedimento ufficiale di iscrizione. Da quel momento la transizione si considera conclusa e la Pro Loco entra formalmente nel regime ordinario del Terzo Settore.
L’adeguamento dello Statuto è l’atto giuridico ed economico essenziale per inserire formalmente la Pro Loco nel Terzo Settore. Non si tratta di una semplice revisione formale, ma di una riscrittura che deve allinearsi al Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017).
La modifica dello statuto segue un percorso legale preciso che coinvolge la base associativa e l’amministrazione finanziaria:
Convocazione dell’Assemblea Straordinaria: trattandosi di modifiche statutarie, è necessario convocare i soci in sede straordinaria, rispettando i quorum costitutivi e deliberativi speciali previsti dallo statuto attualmente vigente.
Redazione del verbale: l’assemblea deve essere accuratamente verbalizzata. Il verbale deve contenere la delibera di approvazione del nuovo testo dello statuto, allegato all’atto.
Registrazione all’Agenzia delle Entrate: prima del caricamento sul portale del RUNTS, il nuovo statuto e il relativo verbale d’assemblea vanno registrati presso l’Agenzia delle Entrate.
Esenzione dai costi: le APS (e le Pro Loco in fase di adeguamento) godono dell’esenzione totale dall’imposta di bollo e dall’imposta di registro per questo specifico adempimento.
Gli uffici regionali del RUNTS verificano la presenza di precisi blocchi normativi all’interno del testo. Lo statuto deve specificare:
La denominazione: il nome della Pro Loco deve integrare obbligatoriamente la dicitura “Associazione di Promozione Sociale” o l’acronimo “APS” (es. Pro Loco [Nome Paese] APS).
Gli articoli del Codice: le attività del sodalizio devono essere collegate direttamente all’Articolo 5 del D.Lgs. 117/2017. Per le Pro Loco si fa riferimento principalmente alla lettera f (tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e del paesaggio) e alla lettera i (organizzazione di attività culturali, artistiche o ricreative di interesse sociale).
La disciplina dei Volontari: deve essere esplicitato l’obbligo di iscrizione dei volontari occasionali e non occasionali nell’apposito registro dei volontari del Portale MyUnpli, equivalente al registro vidimato previsto dalla normativa.
I diritti dei Soci: va inserito il principio di parità di diritti, specificando le modalità di voto (voto singolo per ogni associato) e i criteri di ammissibilità, che devono essere aperti e non discriminatori.
In caso di errori: se l’ufficio rileva clausole non conformi o passaggi ambigui, non procede alla cancellazione immediata. Invia invece una richiesta di integrazione o rettifica, assegnando alla Pro Loco un termine di tempo (solitamente 60 giorni) per sanare l’errore riconvocando l’organo sociale o modificando il testo secondo le indicazioni fornite.
L’iscrizione al RUNTS assegna alla Pro Loco lo status giuridico di Associazione di Promozione Sociale (APS), sbloccando un regime fiscale di forte favore. La normativa distingue nettamente tra ciò che è istituzionale (non tassato) e ciò che è commerciale (soggetto a regole semplificate).
Per una Pro Loco iscritta al RUNTS, tutte le attività strettamente legate ai fini statutari non generano reddito imponibile e non sono soggette a tassazione. Rientrano in questo perimetro:
Quote associative: le somme versate annualmente dai tesserati per far parte della Pro Loco.
Contributi pubblici e privati: finanziamenti, sussidi o donazioni liberali ricevuti da enti locali, fondazioni o privati per il sostentamento delle attività sociali.
Attività interne verso i soci: le quote di partecipazione richieste ai soli soci per coprire i costi vivi di specifiche iniziative istituzionali (es. gite sociali, corsi, attività culturali interne).
Le Pro Loco organizzano spesso eventi, sagre e manifestazioni pubbliche per autofinanziarsi. Il Codice del Terzo Settore prevede un’esenzione totale per queste iniziative, a patto che rispettino due requisiti speculari:
Occasionalità: le raccolte fondi devono essere concomitanti a celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione.
Rendicontazione separata: per ogni evento di raccolta fondi occasionale, il Consiglio Direttivo deve redigere un apposito rendiconto economico (composto da entrate e uscite), da allegare al bilancio d’esercizio annuale.
Se la Pro Loco svolge attività commerciali (come la vendita di sponsorizzazioni, pubblicità o la gestione di servizi aperti ai non soci), non perde la qualifica di APS, ma deve gestire tali entrate secondo le regole del Terzo Settore.
Il Codice (Art. 86 del D.Lgs. 117/2017) introduce un regime forfettario speciale per le APS che sostituisce i vecchi regimi (come la Legge 398/91):
Soglia dei 130.000 €: se i ricavi commerciali non superano i 130.000 euro all’anno, la Pro Loco beneficia di una determinazione forfettaria del reddito (con un coefficiente di redditività molto basso, pari al 3%) su cui calcolare le imposte.
Semplificazione IVA: questo regime prevede forti esenzioni dagli obblighi IVA tradizionali (es. esonero dall’obbligo di dichiarazione annuale IVA e dalle liquidazioni periodiche), alleggerendo drasticamente il lavoro del consulente fiscale o del tesoriere.
Le agevolazioni fiscali per le APS si estendono anche ai costi di gestione burocratica quotidiana:
Imposta di bollo: esenzione totale per tutti gli atti, i documenti, i registri, le ricevute e le cambiali emesse dalla Pro Loco APS.
Imposta di registro: esenzione o applicazione in misura fissa per gli atti formali legati alle attività istituzionali dell’associazione.
Tasse locali (IMU/TARI): possibilità di accedere alle riduzioni o esenzioni deliberate dai singoli Comuni per gli immobili utilizzati direttamente per le finalità sociali della Pro Loco.