Tradizione, giovani e autenticità: la 47ª Sagra della Castagna a Crocefieschi

Domenica 11 Ottobre 2026, il borgo di Crocefieschi (GE) si è animato per celebrare un traguardo storico: la 47ª edizione della Sagra della Castagna. Organizzata dalla Pro Loco APS, la manifestazione si conferma un punto di riferimento per la valorizzazione del nostro territorio.

L’evento è iniziato alla mattina con mercatini tradizionali e nel pomeriggio prima dell’inizio degli eventi musicali hanno preso il microfono per i saluti e gli auguri Elena Magni, Dirigente del Dipartimento del Turismo Sostenibile e Imprese Turistiche della Regione Liguria, che ha portato i saluti dell’assessore Luca Lombardi. La Magni ha sottolineato come la Regione creda fermamente nelle potenzialità dell’entroterra, nell’energia dei giovani e nel profondo valore dell’autenticità, tre elementi che a Crocefieschi trovano una sintesi perfetta. Ha poi ripercorso la genesi del protocollo d’intesa siglato tre anni fa con UNPLI Liguria per tutelare gli “Eventi Autentici”, ovvero quelle manifestazioni radicate da almeno dieci anni che promuovono prodotti tipici e tradizioni locali. Un progetto in forte espansione, che quest’anno conta ben 102 eventi riconosciuti (di cui 42 solo nell’area genovese). La Sagra di Crocefieschi, ha ricordato con orgoglio la Magni, è la terza a ricevere l’importante contributo regionale, affiancandosi a un altro fiore all’occhiello della Pro Loco locale: la mostra estemporanea di quadri.

 

 

A fare eco a queste parole è stata Daniela Segale, Presidente di UNPLI Liguria, che ha espresso profonda gratitudine verso la Regione per aver creduto in questo percorso di valorizzazione condiviso. Daniela Segale ha raccontato i numeri di una crescita inarrestabile: dai 33 eventi del primo anno, ai 77 del secondo, fino al traguardo dei 102 attuali. Il momento più emozionante del suo intervento è stato però il tributo alla Pro Loco di Crocefieschi: portare avanti una manifestazione per 47 anni è un’impresa che merita un grandissimo applauso. Ha voluto dedicare un ringraziamento speciale al giovane presidente Luca Loscalzo, elogiando la sua dedizione nel mantenere vive le nostre tradizioni e portando i saluti e l’abbraccio dell’intero comitato regionale.

La parola è poi passata proprio a Luca Loscalzo, Presidente della Pro Loco Crocefieschi, che con grande umiltà e ironia ha ricordato come i suoi 30 anni siano ben poca cosa rispetto ai 47 della manifestazione. Ha subito spostato i riflettori sui veri artefici del successo: gli abitanti di Crocefieschi. “Si sbattono per giorni, montano, smontano… andiamo avanti come dei pazzi, perché è questo quello che ci piace”, ha raccontato, definendo la sagra “l’evento dell’anno”, la data attesa da tutti e segnata sul calendario di tutto il paese. Oltre a definirsi scherzosamente, insieme alla sua squadra, “un po’ dei pirati”, Loscalzo ha evidenziato con forza la grande svolta ecologica di questa edizione: nonostante l’enorme sforzo organizzativo, la cucina è stata dotata di piatti e posate “amico bicchiere” per abbattere l’impatto della plastica. Un segnale forte di come il buon senso, il rispetto delle norme e la voglia di aggregazione possano convivere perfettamente.

Dopo i doverosi ringraziamenti ai volontari, la giornata è proseguita tra le vie del paese animate dal mercatino di hobbistica e antiquariato. I visitatori hanno potuto gustare un menù ricco di polenta, salamini, fagioli alla messicana, crêpes e le immancabili “rustie” (caldarroste) accompagnate dai panini con la mostardella. A suggellare lo spirito di festa è stata la musica dal vivo, quest’anno affidata alla maestria del trio composto da Mauro Culotta, Enrico Bianchi e Alfredo Vandresi.

Quando le luci della piazza si spengono e l’ultima nota musicale sfuma, ciò che resta non è solo il ricordo di una domenica di festa, ma la certezza che il cuore di Crocefieschi batte più forte che mai. È nelle voci dei ragazzi che, stanchi ma felici, smontano gli stand fino a tarda notte; è nei sorrisi di chi, anno dopo anno, continua a tramandare un’eredità preziosa per la propria comunità. Perché in fondo, partecipare a un evento come questo non significa soltanto assaporare i frutti e le tradizioni di un territorio, ma sentirsi intimamente e profondamente parte di una grande, autentica e meravigliosa famiglia.

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